Info Appalti

distacco

   Le imprese distaccatarie comunitarie (ad esclusione di quelle provenienti da Austria, Francia, Germania e San Marino) devono denunciare in Cassa edile il personale distaccato.
Per iscriversi, l’Impresa deve compilare il presente modulo ed inviarlo ad appalti@cassaedilepavia.it
Le imprese dovranno inoltre presentare alla Cassa la documentazione afferente il distacco stesso e cioè: il contratto di appalto o subappalto, il modello A1, copia delle buste paga nonchè copia della certificazione attestante gli adempimenti di natura assicurativa presso l’Ente del paese di origine e il rispetto delle condizioni contrattuali di settore vigenti in Italia.

Commissione

L’accordo tra la CNCE (Commissione Nazionale delle Casse Edili) e
BUAK – Cassa Edile Austriaca
UFC – Cassa Edile Francese
SOKA-BAU – Cassa Edile Germanica
Cassa Edile Sammarinese
consente il reciproco riconoscimento dei versamenti alle Casse edili di provenienza effettuati dai datori di lavoro in caso di distacco di lavoratori.
Pertanto in caso di apertura di cantiere in Austria, Francia, Germania o San Marino, l’impresa potrà mantenere il versamento contributivo presso la Cassa edile di Pavia, compilando preventivamente all’inizio dei lavori, per la parte spettante, la seguente documentazione (Austria – Francia – Germania – San Marino) ed inviandola alla Cassa edile di Pavia, che la inoltrerà alla CNCE. Dalla CNCE sarà quindi presentata alla Cassa edile dello Stato estero competente.

Vedi anche:

Circolare Ispettorato Nazionale del Lavoro n. 1/2017
D.Lgs. n. 136/2016 – attuazione della Direttiva 2014/67/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 maggio 2014
– distacco transnazionale di lavoratori – indicazioni operative al personale ispettivo.

D.Lgs 136/2016 del 17/07/2016 Distacco Lavoratori da Imprese provenienti da paesi comunitari

16/04/2013 – Distacco Lavoratori da Imprese provenienti da paesi comunitari
Allegato: Protocollo d’intesa Ministero-OO.SS.

Verbale di Intesa sul distacco temporaneo in Italia di Lavoratori edili dipendenti da Imprese straniere comunitarie

Distacco Lavoratori da Imprese provenienti da paesi comunitari

parttime

   Fermo restando quanto previsto dalla legge, le imprese non possono assumere operai a tempo parziale per una percentuale superiore al 3% del totale dei lavoratori occupati a tempo indeterminato. È prevista la possibilità di impiegare un lavoratore part-time, purché non ecceda il 30% degli operai a tempo pieno in forza all’impresa (es. assunzione di un lavoratore a tempo parziale in una azienda che occupa 4 lavoratori a tempo pieno).

Non rientrano nei limiti di assunzione part-time i seguenti casi:

  • – impiegati
  • – operai non adibiti alla produzione ad esclusione degli autisti (es.: addetti alle pulizie, cuochi)
  • – operai di 4° livello
  • – operai occupati in lavori di restauro e archeologici
  • – operai che usufruiscono di trattamento pensionistico
  • – trasformazioni del rapporto di lavoro da tempo pieno a part-time motivate da gravi e comprovati problemi di salute del richiedente o comprovata necessità di assitenza del coniuge o dei parenti di 1° grado per malattia o disabilità che richiedono assistenza continua

Le sole imprese artigiane, che occupano da 0 a 3 dipendenti, hanno la possibilità di assumere un solo dipendente con contratto part-time, per un periodo massimo temporale definito convenzionalmente in 912 ore annuali.

Vedi anche:

CCNL del 18/06/2008 art. 78 Industria
CCNL del 23/07/2008 art. 97 Artigianato
Accordo del 09/03/2010 Artigianato – Interpretazione ed applicazione c. 9 art. 97 del CCNL

voucher

   In riferimento all’utilizzo dei VOUCHER l’art. 48 del D.Lgs 81/2015 esclude che vi si possa fare ricorso nell’ambito dell’esecuzione di appalti di opere o servizi.
Del resto già la circolare n. 4/2013 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali escludeva che un’impresa potesse reclutare e retribuire lavoratori per svolgere prestazioni a favore di terzi.

Vedi anche:

28/10/2015 – Circolare
Art. 48 D.Lgs 81/2015
Circolare Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali 4/2013

lavoratori autonomi

   Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con circolare n. 16/2012, si è occupato dell’utilizzo improprio di “sedicenti” lavoratori autonomi che di fatto operano in cantiere inseriti nel ciclo produttivo delle imprese esecutrici dei lavori, dando indicazione operative al proprio personale ispettivo al fine di ricondurre tali lavoratori nell’ambito della nozione di subordinazione, nei confronti del reale beneficiario della prestazione.

Vedi anche:

28/10/2015 – Circolare
Circolare Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali 16/2012

altreinfo

Ordinanza Tribunale di Catanzaro R.G. 1468/2020 del 22/01/2021 Criterio dell’attività effettivamente svolta.

Sentenza Corte di Cassazione n. 9803/2020 Confermato l’orientamento dei giudici di merito in tema di obbligatorietà dell’iscrizione alla Cassa edile di un’impresa che, pur essendo classificata ai fini ISTAT come non edile, svolge di fatto attività di natura edile o, comunque ad essa ausiliaria.

Circolare Ispettorato Nazionale del Lavoro n. 3/2018
Mancata applicazione dei contratti collettivi sottoscritti da organizzazioni comparativamente più rappresentative sul piano nazionale – attività di vigilanza.

Opere a scomputo Copia lettera trasmessa a tutti i Comuni della Provincia di Pavia.

I testi riportati non hanno valore di ufficialità. A tal fine consultare la Gazzetta Ufficiale

UFFICI

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27100 – PAVIA

TELEFONO

0382303791

LAVORATORI – int. 1
IMPRESE – int. 2
DENUNCE MENSILI – int. 3

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